L'amore acusmatico: la radio

Disco VinileDescrivere il mio rapporto con la radio, senza usare la parola amore, è difficile.
Avevo deciso di evitare termini poco conosciutii ma il mio amore per la radio è dovuto soprattutto dal suo essere un mezzo acusmatico.

Niente panico, oggi con wikipedia si risolve tutto in un attimo, ma mi piacerebbe che leggessi queste poche parole: non ricordo neanche più se le ho lette o me le ha dette, nel tempo, qualcuno, fatto sta che descrivono alla perfezione quel "qualcosa" che, della radio, mi fa innamorare.

Rispetto ai principali media (mezzi) la radio ha un vantaggio che la rende ancora oggi il mio medium (media) preferito, e non solo il mio.
Rispetto alla televisione, alla carta stampata e all'internet la radio è assoluta libertà. Goderla significa fare qualsiasi cosa, anche nulla. Poi ascoltarla mentre cucini, lavori, guidi, pensi e fai migliaia di altre cose. La radio è li con te ma non ti monopolizza. Ti lascia libero di fare ciò che preferisci e quasi sempre non ti chiede nulla di più dell'attenzione che vuoi o puoi darle.

La radio è "naturale" e noi siamo fatti apposta per goderla. Mi spiego meglio.
Tutto il "reale" lo percepiamo attraverso i nostri cinque sensi. La radio sfrutta l'udito e basta. Mi fa sorridere pensare che l'udito sia poi l'unico senso al quale non possiamo opporre resistenza alcuna. Mentre per il tatto possiamo pensare di toccare o meno un oggetto, cosi come possiamo assaggiare o meno un cibo, per il gusto, o ancora possiamo chiudere gli occhi se non vogliamo usare la vista, o evitare di insipirare col naso affidandoci all'olfatto, per l'udito non abbiamo nessun metodo di cui madre natura ci ha dotati per stopparlo o evitarlo. Non abbiamo un sistema per chiuderci le orecchie se non utilizzando le mani o dei tappi. Siamo naturalmente incapaci di rinunciare all'udito: unico tra i sensi richiesti dalla radio.

Ok, non ti ho detto cosa significa acusmatico e non te lo dirò. Dovrei citare Pitagora e dotti pareri di illustri linguisti e musicisti, ma io sono solo uno speaker e provo a raccontartela cosi: la magia di questo mezzo sta nel fatto che chi ascolta non vede chi parla e questo crea un rapporto "uno-a-uno" molto solido. Un rapporto che poi sai anche essere condiviso da migliaia di altre persone. Un rapporto personale e pubblico allo stesso tempo.
Questo concetto forse non sono riuscito a spiegartelo bene ma io lo vivo in prima persona quando ascolto le mie voci preferite alla radio: pur conoscendo il volto di questi speaker, il fatto di ascoltarli mentre non sono "fisicamente" con me crea una strana magia, che solletica l'attezione e l'immaginazione. Questo miscelare parole e musica con la sapienza e il mestiere del cuoco già esperto. Questo mi succede, questo succede a molti mentre ascoltano la radio.

 


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